Cashback di stato, come funziona e cosa nasconde.

Cashback significa ritorno di denaro contante. Cashless significa senza denaro contante.

Questi sono i due vocaboli utilizzati dal governo, spacciati come misura contro l'evasione fiscale. In realtà gli obiettivi sono due: 1) eliminare l'uso del denaro contante, 2) drenare la ricchezza delle famiglie italiane nelle casse dello Stato.


Iniziamo col cashback di Natale. Si scarica una applicazione sul cellulare: "IO", "gratuita". Si inseriscono i propri dati anagrafici e i dati di una o più carte di credito, infine un conto corrente bancario. Ogni volta che pagheremo con una di quelle carte, ci verrà accreditato sul conto corrente il 10% di ciò che abbiamo speso. L'importo corrispondente al cashback non verrà accreditato immediatamente, ma ci vorrà un po' di tempo (non quantificato al momento).

Che bello....pagherò tutto col 10% in meno ! Sbagliato. Non è come ve lo hanno raccontato, come, ad esempio, nella conferenza tenuta dal Presidente del Consiglio. Per ogni transazione effettuata verrà corrisposto il 10% sull'importo ma per un massimo di 15 euro. Per cui se fate un regalo per questo Natale che costa più di 150 euro, l'importo avuto in restituzione non sarà più uguale al 10% ma a 15 euro. Neanche si può fare la furbata di dividere l'acquisto in più pagamenti, perché l'applicazione se ne accorge.

Non è finita. Per ricevere indietro il cashback bisogna fare, entro dicembre, un minimo di 10 acquisti. Per cui per avere il massimo dell'importo bisognerà spendere minimo 1.500 euro divise in 10 acquisti da minimo 150 euro l'uno. Se ti fermi a 8 acquisti non riceverai un centesimo di ritorno.


A partire dal prossimo anno, una volta finite le festività e il cosiddetto extra cashback (!), le transazioni dovranno essere almeno 50, ed effettuate entro 6 mesi! Non solo, allo scadere dei 6 mesi, il conteggio riparte daccapo. Il rimborso non può superare i 150 euro sempre nell'arco dei 6 mesi, per cui se con gli acquisti avete accumulato cashback per oltre 150 euro, l'eccedenza non verrà corrisposta.

Ancora un altro particolare: il cashback non puoi fare acquisti legati alla professione...

Per cui siamo sicuri che serve a combattere l'evasione fiscale?

Secondo le previsioni le persone potranno scegliere di pagare con carta anche le prestazioni dei professionisti. Ma se i professionisti propongono lo sconto immediato del 10%, casca il senso del cashback dello stato.

Secondo noi si vuole spingere sugli acquisti, diminuiti a causa dell'incertezza sul futuro percepita dagli italiani a causa della emergenze sanitaria, approfittando dell'ignoranza delle persone che non si informano. Le persone attualmente non stanno spendendo, cercano di risparmiare per eventuali necessità future.

Non bisogna dimenticare che su ogni transazione elettronica, sicuramente, l'imprenditore che accetta il pagamento, riceve un importo inferiore al netto della tassa percentuale, a favore della banca che offre il servizio. In alcuni casi anche il cliente che effettua il pagamento è sottoposto a questa spesa, specialmente con le carte revolving o quelle con addebito mensile.

Attenzione, l'eliminazione del contante, che è lo scopo principale di questo nuovo sistema, non è una cosa buona in assoluto: il contante oggi è l'unico mezzo di pagamento che ci permette di possedere il denaro che ci appartiene. Ossia, se domani sparisse e i soldi fossero solo un numeretto che compare in un computer di una banca, se la banca fallisse o, se, per qualche motivo ci bloccassero il conto, noi saremmo finiti. Non potremmo comprare neanche un pezzo di pane.

Per cui apparentemente nel breve periodo ci propongono un vantaggio nell'uso delle carte (il cashback), ma su lungo periodo, non sarà altro che una ulteriore limitazione dei nostri diritti e della nostra libertà.

Esistono già da più di una decina di anni, aziende che applicano il cashback percentuale, reale senza limitazioni, facendo passare gli acquisti attraverso le loro piattaforme.

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